LA SCONFITTA DEL LAVORO

08511f13226a2622136849c80dc6868a.jpgLe belle notizie si susseguono con un ritmo disarmante. Oggi ultima novita’,l’aumento dell’orario del lavoro. Infatti oggi c’e’ stato il via libera dell’Unione Europea alla direttiva sull’orario d’impiego che potra’ essere di 48 ore a meno che il lavoratore scelga altrimenti. E pensare che fino a qualche anno fa’ si parlava di settimana corta come scelta di civilta’. Volevo ricordare che nel 1923 in Italia venne varata una legge che stabiliva un orario d’impiego lavorativo di 48 ore settimanali con la possibilita’ di effettuare 12 ore di straordinario come tetto massimo settimanale. Quanti anni sono passati dal 1923 ad oggi? Io direi che abbiamo fatto un bel passo in avanti! Riflessione prego: tutto questo puo’ essere tranquillamente applicato alle grandi aziende dove il lavoratore gode di tutti i diritti e puo’ senza pressioni esterne la tipologia di orario. Proviamo ad applicare il tutto alla commessa del piccolo negozio del paese, alla dipendente in nero della parrucchiera sotto casa e via dicendo, o comunque a tutto quel mondo sommerso fatto di piccole realta’. Prova a dire al titolare che non puoi fare di piu’ perche esiste una famiglia, dei figli che richiedono la tua attenzione, che non puoi pagare una baby sitter perche non ce la fai,che i tuoi genitori sono anziani e quindi non possono sempre occuparsi dei pargoletti! Probabile risposta: se non ti sta bene puoi sempre  cercare altro! Grande!  questo e’ il progresso della civilta’,questa e’ la vera polita della famiglia. Questa e’ la soluzione per difendersi dal caro vita:lavorare di piu’ per guadagnare di piu’! ( e pensare che nel 68 c’era una filosofia giovanile che recitava: lavorare di meno ma lavorare tutti) Guai a parlare di adeguare le tariffe lavorative, e quindi i stipendi, specialmente in Italia! L’aumento effettivo dell’orario lavorativo unito alla diminuzione del potere d’aquisto dei salari e alla loro stagnazione,rendono una situazione catastrofica che era gia’ critica.

LA SCONFITTA DEL LAVOROultima modifica: 2008-06-12T08:39:31+00:00da romoletto43
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11 pensieri su “LA SCONFITTA DEL LAVORO

  1. L’immane tragedia alla Thyssen-Krupp non ha insegnato nulla,dopo turni massacranti i lavoratori sono più soggetti agli infortuni sul lavoro,tutto ciò dall’attuale esecutivo viene omesso colpevolmente,ironia della sorte alla vigilia dell’insediamento della neo presidente di confindustria,Emma Marcegaglia,nella sua azienda moriva un lavoratore.

    La risposta agli stipendi dei top manager.

    Ciao Romualdo, fortunatamente siamo una minoranza ma non silente.

    Continuiamo a martellare,Ivo

  2. weeee sani romualdoooo, indaga indaga ehehe, questione ore lavorative, la direttiva pevede 60 ore altro che 48 dici che stamo facendo passi indietro? temo che non basterà, lo dicevo nel 1998 “dovremo aumentare il tetto ore lavorate” per reggere la concorrenza, oggi in anticipo come al solito, dico non basterà aumentare il tetto lavorato, bisognerà flessiblizzare l’orario legandolo allo stipendio, cioè essere pronti a lavorare anche 10 ore mese con conseguente adeguamento dell stipendio per reggere la globalizazione discutiamo si questo?
    buona giornata romualdo

  3. Credo proprio, anche se non sono esperto in economia, che questo si colleghi un pò ai miei ultimi post. Per reggere la concorrenza in tempi di globalizzazione e di ridisegno dell’area euro sarà obbligatorio l’abbassamento della paga oraria, farci lavorare di più servirà alle industrie per resistere e a noi per portare cmq a casa uno stipendio “normale”.
    Non paragonarmi a Beppe ti prego, facciamo cose diverse, abbiamo un diverso spessore.
    Giorgio.

  4. Un tale che si riteneva furbo pensò di risparmiare dando al proprio cavallo meno fieno e costringendolo a lavorare di più.Ottenne i primi ricavi dalla sua bella idea e perseverò nei confronti dell’animale coi suoi metodi educativi e fruttosi per lui, sottraendo all’animale sempre maggiori quantità di alimetno. Alla fine il cavallo morì ed egli sorpreso esclamò “che peccato, proprio ora che s’era imparato a non mangiare….”

  5. E’ in atto l’impoverimento diffuso del nostro continente,le multinazionali investono in oriente riuscendo ad avere degli enormi guadagni,nello stesso tempo si rende precario e povero l’occidente e si punta a far lavorare come negli anni 50-60,un trend incontrovertibile,è la situazione della nostra generazione e continuerà per molti anni ancora.

    La risposta sulle morti bianche,una tragedia purtroppo sempre attuale.

    Va benissimo la cultura Romualdo, per le nuove generazioni e con pene molto severe per chiunque non ottemperi le normative sulla sicurezza e mi riferisco anche ad alcuni comportamenti dei lavoratori.

    Buona serata,Ivo

  6. Condivido pienamente il taglio del tuo post: la qualità della vita. Suppongo che sia proprio la Globalizzazione del Capitalismo ad appiattire il livello della società su standard inferiori a quelli del Primo Mondo. Se miliardi di lavoratori sono sfruttati e senza diritti sindacali, la libera concorrenza richiede una “nostra” rinuncia a giustizia e diritti. Io continuo a pensare che il “lavorare meno, lavorare tutti” sia ancora la strada da perseguire. Continuo a sospettare che lavoratori incatenati al giogo del benessere, cittadini drogati dal billionerismo, facciano comodo alla minoranza dei plurimiliardari che se la spassa di generazione in generazione.

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